Zero è un album fresco, freschissimo, ma per quanto nuovo suoni questo album non è freschissimo dell’altro ieri, ma spegne ben due candeline in un paio di mesi.
Un album che ha visto la luce grazie al seguito della band, che è stato registrato grazie ad un crowdfunding che si è svolto nel 2020 e poi – non fate finta di niente questa cosa ce la ricordiamo tutti – come più o meno il resto del mondo non si è riusciti e presentare live fino ai 2021 causa restrizioni perché tipo metà del mondo stava male.
Un album registrato da dio che suona stra-bene e dimostra ancora una volta che si può avere un suono della madonna rimanendo in Italia e senza obbligatoriamente andare negli US o UK.
Troviamo ben quattro collaborazioni (tutte made in italy e in ordine di apparizione: Cemetery Drive, Sal dei Viboras, Maggiore e i Painkillers) in dodici brani totali.
La top 3 dei pezzi presenti per Punx Italy è la seguente:
Uno di quegli attacchi che lo senti in cuffia e ti fa dire “Ah ma figo son registrati mega bene”, un pezzo che non annoia e sa evolversi a modo suo restando godibile da inizio alla fine.
Prima collab che troviamo in questo album, brano con un retrogusto molto self titled dei Blink-182, che vede una collaborazione con i Cemetery Drive ed è abbastanza coraggioso da intraprendere il famigerato “feat. in un altra lingua” (che se teniamo conto che l’album ha già quasi due anni non è na cosa così scontata, “ai tempi” ancora si faceva poco). Ha un difetto, dopo 2 minuti e 32 secondi finisce e devi farlo partire dall’inizio.
Voto: diesci.
Anche per questo brano troviamo un feat dei Painkillers (dei quali avevamo già parlato qui) anche qui abbiamo la doppia lingua italiano/inglese (siamo persone semplici, ci basta poco per farci contenti). “In tuta anti infortunistica, questo lavoro zero chimica, mi manca la mia chitarra” è la nuova “work sucks I know”.
L’album dall’inizio alla fine si avvale di un song-writing coinvolgente e mai monotono o ripetitivo che da richiamo sia alla prima ondata di pop-punk di inizio 2000 e della seconda ondata di inizio 2010 ma avendo comunque un personalità tutta sua ossia quella dei Dna71.
L’album passa il test di THPS 1 e 2.
