Rob Bellusci – Intervista Punx Italy

Dopo una breve pausa dalle pubblicazioni, Rob Bellusci torna in grande stile con il singolo “Un Anno”, rilasciato tramite NEEDA Record e distribuito da Virgin. Il brano è un inno Pop Punk dei primi anni 2000, dove Rob si riafferma senza problemi un ottimo song writer, tra linee vocali che ti si attaccano subito al cervello, riffoni da Hall of Fame e quel tocco magico da inizio millennio.
Per celebrare l’occasione, abbiamo deciso di esplorare insieme argomenti come le serie TV degli anni 2000, gli album più iconici e molto altro ancora.

Siamo alla tua prima pubblicazione per il 2025, dopo la pubblicazione della cover di Pure Shores. Come nasce “Un Anno”?
Non vedevo l’ora di pubblicare questa canzone, in realtà una versione iniziale era stata creata già a Maggio/Giugno dello scorso anno, ma dopo essermi preso una polmonite in estate (sì, è possibile haha) ho perso almeno un mese e mezzo per la guarigione e per riuscire di nuovo a cantare.

Lo scorso autunno ho deciso insieme ai ragazzi (Dario e Jova) di ultimare una volta per tutte questa canzone, mi hanno dato una mano enorme a farmi capire come dar forma a tutte le idee che avevo in mente.
Successivamente ho registrato le chitarre e le voci da Seb (SDM Recording Studio), il quale ha lavorato su tutte le mie uscite dal 2021 ad oggi. Sono sempre stupito da come lavora (e da quanto mi fa bere quando lo vado a trovare haha).

Bello godersi il momento, ma tu lo sai già quando pubblicherai la prossima di canzone?
O magari un EP?Mentre sto parlando con te sto ricevendo i beat da Jova (ride).
Come dicevano i Set Your Goals: “a constant work in progress”.

Mentre sto parlando con te sto ricevendo i beat da Jova (ride).
Come dicevano i Set Your Goals: “a constant work in progress”.

Non riesco a stare troppo tempo senza scrivere, mi sento davvero vuoto.

Al momento voglio scrivere quanti più pezzi possibili e, se nel caso in cui dovessero stare bene tra di loro, li racchiuderei in un EP.
La cosa importante è che ci sia una joke song super stupida come ender hahahaha (un ender acustico sarebbe troppo scontato haha).

“Un Anno” è il tuo primo brano, che esce sotto NEEDA Records e viene distribuito da Virgin Music. Ma in sostanza hai meno sbatta da sbrigare? Cioè cosa cambia dal pubblicarsi una canzone da solo? 
Conosco i ragazzi di NEEDA da quasi due anni, con loro pubblicai “Essere” a fine 2023.
A fine 2024 invece, gli ho fatto ascoltare la versione demo di “Un Anno” ed in quel momento mi hanno fatto sapere che Virgin sarebbe stato il distributore perfetto per questo pezzo, la notizia mi ha riempito di gioia, dopo tutto ciò che è successo la scorsa estate.

Sai, 5 anni fa ho iniziato questo progetto non sapendo effettivamente quanto potesse andare avanti, quando accadono cose del genere capisci che in fondo tutti gli sforzi fatti hanno sempre un senso anche se a volte non subito nell’immediato.

Per quanto riguarda la sbatta, credo che avere un’etichetta ti da la possibilità di contare su qualcuno oltre a te stesso, cosa che molto spesso manca quando fai musica in maniera indipendente.
Gli artisti solisti molto spesso sono compositori, produttori, designer e promoter del loro progetto e vuoi o non vuoi qualche dettaglio può essere sempre trascurato. 

Nel tuo background personale e musicale c’è molto Pop Punk Old School. Come vedi il cambiamento che subito il Pop Punk da inizio 2000 ad oggi? Secondo te manca qualcosa all’attuale scena che abbiamo in Italia?
Il pop punk del fine 90’s ed inizio 00’s ha formato completamente la mia persona, non oso immaginare come sarei oggi senza aver mai scoperto il genere. Col tempo ho capito che non è solo musica, ma è un modo di vivere che lega migliaia di persone in Italia, persone che si sentono allo stesso modo.

Credo che la scena attuale abbia tanti bei lati positivi e che sia in continua crescita. Tanti ragazzi stanno iniziando a prendere una chitarra in mano e stanno scoprendo le band storiche di questo genere (molto probabilmente anche grazie ai numerosi comeback degli ultimi anni).

L’unica cosa che forse potrebbe essere più presente è il numero di artisti pop punk all’interno del mainstream italiano, spero di cuore che nei prossimi anni arrivino nuove figure che andrebbero a condividere il trono con Naska e La Sad, in modo tale da provare una volta per tutte che non è una “Phase, mom”.

Tra le varie ondate di Pop Punk dal 2000 ad oggi, secondo te quale è stata la più influente?
Sicuramente quella del fine anni 90/inizio 2000. Ogni singola cosa che ha accompagnato la musica di quegli anni è così iconica.

Ho cercato di guardare quanti più film e serie tv di quell’epoca possibili. Serie come Buffy per esempio hanno molti collegamenti col pop punk di quegli anni, mi viene in mente il fatto che il cantante dei Lit appare in una puntata haha. Anche i videogiochi dell’epoca erano pieni zeppi di canzoni pop punk ed è proprio così che mi sono avvicinato al genere, chiamala nostalgia se vuoi haha.

Puoi ascoltare solo 3 album per il resto della tua vita: quali sono? 
Enema Of The State come primo, ogni volta che lo ascolto noto nuovi dettagli e ne rimango incantato come se fosse la prima volta che lo ascolto.
What It Is To Burn dei Finch, disco che mi ha fatto scoprire il lato più “aggressive” di me, ascolterei Letters To You H24 (l’ho fatto haha).
Broadcast To The World degli Zebrahead, mi ricorda quando a 15 anni suonai “Anthem” con loro a Milano, forse il giorno più bello della mia vita.

Il pop punk negli anni ha perso degli aspetti che erano considerati positivi? Ne ha guadagnati altri?
Probabilmente ha perso un po’ di spontaneità negli anni, ma credo sia anche normale visto che all’epoca era tutto così nuovo e mai visto prima, d’altro canto però col tempo ha guadagnato il rispetto che merita, vedendo come si adatta bene al tempo ed alle varie influenze con la quale si può mescolare.

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